Intervista ad Aria Reed, autrice di "Eretica"

Nel momento in cui pubblichiamo questo articolo, mancano poche ore all'uscita di "Eretica", il romanzo d'esordio di Aria Reed (Pseudonimo). In realtà Arianna è un'autrice italiana, come tutti gli autori e le autrici De Tomi, e al Salone del Libro di Torino ha avuto modo di scaldare bene il polso per gli oltre 200 lettori che hanno acquistato in anteprima il suo romanzo.

Oggi la conosciamo meglio attraverso la tradizionale intervista De Tomi, che facciamo a tutti i nostri "nuovi" autori.

Arianna, quando hai iniziato a scrivere?

Ho iniziato da molto piccola. Alle elementari passavo i pomeriggi d'estate a inventare e scrivere storie. Ho interrotto del tutto per i cinque anni di università, dopodiché ho ripreso seriamente, cominciando a pubblicare racconti, fino ad approdare qui, con il mio primo romanzo!

Eretica è il tuo romanzo d'esordio di cosa parla?

Per spiegare Eretica, parto sempre dalla scena cardine da cui ho sviluppato tutto il romanzo: immagina di assistere all'ostensione della Sindone e vedere che questa inspiegabilmente si impregna di sangue e prende fuoco. Proprio da qui comincia l'indagine della protagonista, Lisa. Eretica, però, parla anche e soprattutto della crescita interiore di una donna di trent'anni, tormentata da un errore imperdonabile del passato.

Quali sono i tuoi autori di riferimento? Ti ispiri a qualcuno quando scrivi?

Per il thriller, così come per il fantasy, ho diversi autori di riferimento, sia italiani che stranieri, tra cui George R.R. Martin, Joe Abercrombie, Agatha Christie, Donato Carrisi, ma non ne associo uno in particolare a Eretica. Penso che temi e idee di molti di loro si siano fusi nella mia testa quando ho progettato questo romanzo. La mia fonte di ispirazione principale per questo romanzo è stata la lettura di saggi a tema "Torino esoterica" e la partecipazione al tour "Torino magica", che consiglio moltissimo.

Eretica è stato in anteprima al Salone del Libro. Da Torinese, che rapporto hai con la fiera più famosa d'Italia?

Ho ricordi del Salone fin da piccola, quando mia mamma mi accompagnava per mano e io non riuscivo a decidermi su quale libro portarmi a casa, di fronte a così tanta scelta! Per me la Fiera è sempre stata il Paese dei Balocchi: mi perdo ancora oggi tra le migliaia di copertine colorate e il profumo della carta stampata. Dopo una vita a visitare il Salone, mi sono emozionata all'idea di trovarmi per la prima volta dall'altra parte del bancone e poter incontrare dal vivo i lettori.

L'intervista si conclude qui!
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