Editoriale: l'annosa questione dei "libri costosi"

Nell'editoriale di febbraio vorremmo trattare un tema che di anno in anno fa sempre più rumore: il prezzo al pubblico dei libri. Girando tra gli scaffali di una qualunque libreria e sfogliando le opere di narrativa esposte, si notano prezzi di copertina sul nuovo che a volte arrivano a toccare anche i 20€, 25€ e in alcuni casi pure 30€.

Comprendere senza giustificare


La prima cosa da fare è analizzare il fenomeno e cercare di capire perché questo avviene. Non è, come banalmente si potrebbe pensare, un vezzo dell'editore o la voglia di "spennare" il lettore di turno. Le logiche che portano a questo meccanismo sono legate in modo molto stretto alle dinamiche del mercato italiano, che vede nella filiera distributiva una pressione soffocante, che nei casi più tradizionali arriva anche al 70% sul prezzo di copertina. Ossia:

  • Vendendo un libro a 10€, l'editore incasserebbe 3€ dai quali dovrebbe dedurre 1€ per l'autore e ne resterebbero 2€. A questo punto va tolto il costo di stampa e si va facilmente sotto zero.
  • Vendendo un libro a 20€, l'editore incasserebbe 6€ dai quali dovrebbe dedurre 2€ per l'autore e ne resterebbero 4€. A questo punto, togliendo il costo di stampa qualcosina resta.

E come vediamo, più sale il prezzo di copertina più le percentuali permettono di ricavare un margine umano. Questi calcoli vengono effettuati su libri che hanno una distribuzione nazionale, capillare, quindi con tirature elevate, non a caso sono questi i libri che arrivano a costare così tanto (ed è implicito che un editore senza distribuzione che alza il prezzo di copertina un valore maggiore o uguale a 20€, è già meno comprensibile o giustificabile).

I lettori giustamente si arrabbiano, lo comprendiamo, ma con chi? Con gli editori come categoria, senza distinzioni, minacciando di boicottare il nuovo e comprare solo l'usato o, peggio ancora, piratare le opere tramite siti dedicati online. Ecco, secondo noi questo è sbagliato, non è il modo giusto di promuovere un cambiamento.

LA SOLUZIONE
Acquisti consapevoli, cambio delle logiche di mercato


Siamo d'accordo, comprare un libro di narrativa a 25€ o 30€ significa foraggiare un mercato dopato e assecondarlo, e non è corretto. Ma ci sono anche tanti editori - spesso indipendenti - che non seguono le logiche dell'editoria tradizionale e cercano di tracciare strade nuove. Parliamo di editori indipendenti perché noi non siamo gli unici, tanti come noi lavorano bene e lavorano diversamente, ma cosa significa?

  • Non produrre perché il mercato distributivo ti obbliga, ma scegliere SE e QUANDO portare una novità, ponendo massima cura nel confezionamento della stessa.
  • Mantenere un prezzo di copertina accessibile (nel nostro caso, dai 12€ ai 16€)
  • Scegliere una distribuzione umana, che ti rende disponibile sul mercato ma non ti pone un cappio al collo, con percentuali molto elevate, sì (55%) ma non impossibili da sostenere.

In questo senso, la vera rivoluzione non è smettere di comprare, azione che porterebbe alla morte dell'editoria su tutti i fronti, bensì scegliere l'editoria indipendente: quella che non trovi nelle vetrine di tutte le librerie non per una minor qualità, ma perché non si è piegata a logiche da strozzinaggio. Perché ha scelto un modello di business diverso, più sostenibile nell'immediato e nel tempo, che non porti ogni anno migliaia di opere al macero in una logica che privilegia la sovrapproduzione.

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