Editoriale: la sfrenata corsa alle novità editoriali

La scorsa settimana vi abbiamo confidato che a volte, quando pensiamo al fatto che ogni anno pubblichiamo circa nove titoli, ci sembrano già tanti. Tuttavia, se analizziamo questo numero nel grande mercato editoriale, siamo una goccia nell'oceano. Secondo i dati AIE (analisi 2025 per l'anno 2024), il numero di libri pubblicati su base annuale è pari a 82.091 (63.600 se si considerano solo le case editrici e non altri soggetti come università, enti etc...).

C'è stato un periodo in cui ho iniziato a pormi questa domanda: perché inseguiamo costantemente la novità? Quand'è che l'editore ha iniziato questa corsa sfrenata e perché ora siamo tutti ingabbiati in questo sistema, che realisticamente non permette mai di fermarsi e prendere fiato? Per rispondere è necessario spostare leggermente il focus dall'esterno all'interno e no, lo dico già, la colpa NON è del lettore.

Il primo cliente dell'editore? Il distributore.

Si tratta di un gioco difficile da spiegare a chi non opera nel settore dalla parte interna della barricata, ma proveremo a farla semplice: più l'editore è piccolo, maggiori sono le rese dal circuito distributivo (i dati ADEI riportano una media del 26%, rispetto al 3% di gruppi editoriali e grandi editori). Questo volume importante di copie che tornano indietro generano un passivo difficile da coprire con semplice immissione di liquidità, ed è qui che si genera il primo cortocircuito: per coprire il "buco" si pubblica un nuovo titolo.

Il problema dei resi nasce da un semplice gioco: il distributore fa il gioco e detta i tempi, concedendo al libraio un lasso di tempo per vendere il libro a scaffale senza doversi "accollare" la spesa; trascorso quel tempo (mediamente 2/3 mesi), il libraio gioco/forza deve compiere una decisione economica: se quel titolo non si muove o non riesce a piazzarlo, lo rende. E come dicono i dati citati in precedenza, ma è anche abbastanza ovvio, accade molto più per i piccoli editori che per i grandi.

Quindi? Esiste un'alternativa?

Certo che esiste. Esiste sempre. Questo cortocircuito ci porta a pensare che una novità invenduta, una volta completato il primissimo ciclo distributivo, sia già opera morta. C'è una cosa però che un po' tutti tendiamo a dimenticare nell'ultimo decennio: i libri non invecchiano. Ok, le pagine potranno prendere un po' di polvere, ma non c'è davvero una data di scadenza sulle storie che pubblichiamo. Se poi andiamo a vedere i dati di vendita, scopriamo un altro fatto interessante.

Nel 2025, sempre secondo i dati ADEI, il catalogo (inteso come titoli non "novità") ha retto meglio delle novità pubblicate in termini di vendite assolute (-2,7% vs -3,7%) e i 100 titoli più venduti pesano solo il 7-8% del mercato. Il mercato reale non è affatto novità-centrico quanto crediamo, o quanto ci può sembrare che sia.

Per questo trattiamo ogni libro come una novità

Nel nostro catalogo, il lettore troverà tutti i libri storicamente pubblicati. Dal primo, risalente all'ottobre del 2023, all'ultimo. Non esiste nessuna gerarchia nella promozione, nessun titolo volutamente nascosto; tutti sono in costante rotazione promozionale e con pari dignità. E soprattutto - cosa davvero fondamentale per una CE come la nostra, che fa della sostenibilità un punto centrale della propria visione - nessun titolo al macero.

Mantenere tutti i titoli al catalogo e promuoverli in modo equo richiede uno sforzo in più, certo. Significa uno stand sempre più grande alle fiere - con relativo investimento economico in crescendo - inventari infiniti e ristampe frequenti. Ma si può fare. Questo, ci teniamo a dirlo, non significa per forza dover tagliare fuori il circuito tradizionale. Anzi.

Stiamo rafforzando la distribuzione diretta

Lo avrete notato. Negli ultimi giorni, nuove librerie si sono aggiunte al nostro elenco di distribuzione diretta, che trovate in questa pagina, e altre ne arriveranno nelle prossime settimane. Abbiamo bypassato il limite temporale e stiamo cercando di costruire rapporti che vadano oltre l'immediato, la performance, tutte quelle metriche pericolose per il mercato libro e per l'editoria come la intendiamo noi. Qui troverete sempre i nostri titoli, e se non ci saranno potrete comunque ordinarli e riceverli in breve tempo, perché siamo convinti che le librerie indipendenti siano un patrimonio prezioso del nostro settore e vadano preservate, soprattutto quando lavorano bene e con tanta passione.

Cosa puoi fare tu, lettore?

Questo punto non è facile, perché richiede anche un piccolo cambio di mentalità. Io stesso, prima di iniziare a lavorare nel settore, tendevo a leggere un titolo perché attratto dalla storia o dalla firma dell'autore/autrice, senza chiedermi chi ci fosse davvero dietro (la casa editrice). Il concetto comunque è più semplice di quanto sembri: se una nostra storia ti è piaciuta, se hai trovato il testo curato e di valore, vieni a scoprire il nostro catalogo e acquista anche i titoli più vecchi.

Attorno al 1957, negli Stati Uniti, iniziò a diffondersi un detto per definire i brani musicali del passato che, sebbene datati, mantenevano un valore eccezionale. "Oldie but a goodie", vecchio ma buono. Oggi, quel detto è diventato "Old but gold", ma il significato non è cambiato. 

Non aspettare solo le novità, perché non scapperanno. Non farti prendere dalla famosa FOMO (fear of missing out), perché non manderemo le copie al macero dopo 6 mesi. Se ti ritrovi in questa visione dell'editoria, il modo migliore per supportarla è comprare anche il "vecchio".

Vecchio, ma buono.

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